LE BAMBINE E I BAMBINI E IL TRAUMA DELLA GUERRA


Metà dei profughi ucraini sono bambini e bambine, ragazze e ragazzi minorenni. Molti viaggiano con la mamma, ma alcuni no. Tra i 100mila profughi ucraini accolti in Italia dall'inizio della guerra, ci sono poco più di 3mila minori che sono arrivati senza neanche un genitore, magari affidati a parenti, conoscenti o amici di famiglia. Sono quello che la lingua dei servizi sociali chiamano minori stranieri non accompagnati (MSNA). Cosa possiamo fare per loro e per chi tra loro è più a rischio di abusi, traffico di minori o di affrontare in solitudine il trauma di essere rifugiati?


Come Partito Democratico , per iniziativa di Paolo Siani e Paolo Lattanzio , abbiamo presentato al governo cinque modi per migliorare l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati:


1. Serve istituire un garante straordinario per i minori ucraini in Italia e una task force europea per l’emergenza infanzia in tempo di guerra, per evitare il traffico di minori;

2. Bisogna attivare una registrazione biometrica alle frontiere con l’Ucraina e creare un meccanismo che permetta di prenderli immediatamente in carico, facendo anche una check list sociosanitaria per individuare i fattori di rischio;

3. Nelle questure, negli ospedali e nei luoghi di prima accoglienza serve predisporre spazi a misura di bambino e bambina con mediazione linguistica e culturale;

4. Chi si assume compiti di cura verso questi minori (insegnanti, tutori, famiglie) deve essere subito formato per aiutarli;

5. Insieme alle insegnanti ucraine arrivate in Italia, bisogna definire gli interventi per la continuità educativa di tutti i bambini le bambine i ragazzi e le ragazze arrivate dall’Ucraina, creando un piano estate e dando alle scuole tutti i supporti educativi per l’anno scolastico 2022/2023


A Milano finora sono stati accolti più di mille minori non accompagnati. Insieme all’assessore Lamberto Bertolè, abbiamo incontrato le associazioni e le ONG che si occupano di affido e di accoglienza dei minori non accompagnati raccogliendone problematiche, dubbi e richieste.

Per i bambini e le bambine la guerra è un trauma che può durare tutta la vita. Affrontare oggi insieme a loro questo problema vuol dire occuparsi del loro futuro.