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L’UNGHERIA È ANCORA UE O È ESENTE DAL RISPETTARE I DIRITTI DELLE PERSONE CARCERATE?

Da undici mesi la cittadina italiana Ilaria Salis si trova in un carcere ungherese in condizioni tragiche. Ha denunciato la presenza di topi e cimici, di vestiti sporchi e spazi molto angusti, la mancanza di cure mediche o di attenzioni igieniche, ma soprattutto la mancanza di un interprete per la lingua e l’utilizzo di pratiche assurde come il farle indossare un guinzaglio di cuoio per fare degli spostamenti.

Tutto questo non è accettabile, perché in Europa ci sono delle leggi e dei diritti da rispettare, come quelli delle persone in carcere che l’Ungheria invece non rispetta. Per questo pochi giorni fa abbiamo presentato, insieme a @Lauraboldrini, @peppeprovenzano e @vincenzoamendola un’interrogazione alla Camera per chiedere al Ministro degli Esteri Antonio Tajani quali iniziative intenda intraprendere il Governo per garantire a Ilaria Salis un trattamento di condizione detentiva che rispetti i suoi diritti fondamentali, e se intenda presenziare alle udienze del procedimento in qualità di osservatore.

Nell’interrogazione abbiamo anche chiesto al ministro Tajani se la Farnesina “abbia chiesto all’Ungheria se intenda adottare l’opzione prevista dalla Decisione del Consiglio d’Europa sull’esecuzione in Italia della misura degli arresti domiciliari, e se l’Italia abbia offerto rassicurazioni alle autorità ungheresi in tal merito.”

Sono domande che abbiamo posto al Ministro e al governo perché in Europa i diritti vanno rispettati ovunque. O forse per Meloni è troppo scomodo chiedere al suo alleato sovranista Orbàn di rispettarli? Un'Europa capace di privare dei suoi diritti una cittadina italiana ed europea non è un’Europa che vogliamo.

P.s. oggi ci sarà un presidio aperto a Milano, alle ore 18:00, in Piazza Missori.

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