Legge di stabilità. Gli aiuti allo Sviluppo tornano a crescere

Il consiglio dei ministri ha varato la legge di stabilità 2016. La manovra ammonterà a una cifra compresa tra i 27 e i 30 miliardi e proseguirà il piano di taglio delle tasse, avviato lo scorso anno, intensificando la lotta contro la povertà e la tutela delle fasce più deboli della popolazione e procedendo con la spending review.

Nel 2016 ci saranno 600 milioni di nuove risorse per il Fondo povertà: una cifra che sommata alle risorse già stanziate porterà il totale a 1,4 miliardi. Il governo lavorerà con comuni, terzo settore e fondazioni per interventi mirati soprattutto ai minori. Saranno sbloccati i soldi in avanzo dei comuni che erano stati congelati dal patto di stabilità, per un totale di 675 milioni di euro. Sulla prima casa sarà cancellata la Tasi e lo sgravio totale dell’Imu riguarderà anche i terreni agricoli e i macchinari nelle grandi fabbriche. La riduzione delle imposte sulla casa costerà nel complesso quasi cinque miliardi di euro, che verranno integralmente rimborsati dallo stato ai comuni, in modo che non siano più costretti a compensare il mancato gettito con l’aumento di altre imposte, come quelle sulle seconde o sulle terze case.

La Cooperazione Italiana allo Sviluppo torna a crescere dopo anni. È una inversione di tendenza storica che rafforza il ruolo internazionale dell’Italia a favore dei paesi in via di sviluppo. La manovra approvata oggi aumenta le risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo di ben 121 milioni di euro del MAECI per il 2016, circa il 40% in più rispetto ai fondi attuali, che passano così da 297 a 418 milioni di euro. Questi stanziamenti permetteranno all’Italia di dare attuazione a un piano di riallineamento del nostro aiuto pubblico allo sviluppo e di valorizzare i contributi sia attraverso il finanziamento delle organizzazioni internazionali sia promuovendo un maggiore sostegno all’attività delle ONG, che sono tra le forze migliori dell’Italia all’estero, delle imprese e delle università.

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