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SARÀ UNA FESTA PER LE MAMME QUANDO CI SARANNO ABBASTANZA POSTI NEGLI ASILI NIDO

Quando si parla di asili nido, spesso non ci si rende conto di quale sia il vero impatto della loro mancanza. Quello che ci dicono i dati è che meno asili nido ci sono, meno donne lavorano. Molto spesso in Italia, infatti, sono le madri a farsi carico della cura dei figli e ad oggi 3/4 delle dimissioni lavorative vengono date dalle lavoratrici madri. Questo è dovuto sia alla mancanza di posti negli asili nido pubblici sia alle regole con cui vengono assegnati i posti in graduatoria.

Sono tante le storie in Italia di giovani madri che sono costrette a rinunciare al lavoro perché non ottengono un posto in graduatoria o di coppie che devono ricorrere a fatica ad asili privati costosi. Sembra che tutti siano concordi nel dire che sia necessario costruire più asili nidi pubblici per non avere migliaia di famiglie che rimangano costantemente fuori dalle graduatorie. Ma come sempre in Italia la realtà delle cose sta sempre nei dettagli: non basta dire che serve fare più asili, bisogna seguirne la realizzazione effettiva.

Una delle scommesse più importanti del PNRR era proprio quella di aumentare i posti negli asili nido, realizzando più di 260mila nuovi posti entro il 2025. Con il governo Draghi si stava andando in quella direzione. Il governo Meloni invece ha già dichiarato che centrare gli obiettivi richiesti per questa trance di soldi del PNRR è molto difficile. Il rischio ora è quello di farsi scappare questa opportunità e perdere le risorse per creare nuovi asili nido. Ma non possiamo rassegnarci al fatto che sia un progetto difficile da realizzare quando la necessità di costruire nuovi asili è così impellente.

Per questo, insieme ad altre colleghe, il 26 aprile ho presentato un’interrogazione per sapere cosa intenda fare il governo per costruire nuovi servizi per l’infanzia di cui tanto il Paese ha bisogno. Invece di parlare di quanto sia importante aumentare la natalità il governo Meloni si dia da fare per realizzare i nidi.

[In foto L., il più piccolo dei tre figli di Stefania che avevo incontrato a settembre. Per il secondo anno di fila, Stefania non ha trovato posto al nido ed è costretta a lavorare di notte, nei ritagli di tempo.]

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