270 GIORNI DA QUANDO LE RAGAZZE AFGHANE NON POSSONO ANDARE A SCUOLA

Mentre i talebani avanzavano verso Kabul lo scorso agosto, Marina, (nome di fantasia), stava lasciando suo figlio all'asilo poco prima di andare a lavorare in un ministero del governo. "C'erano voci secondo cui i talebani avrebbero catturato la città, ma tendevo a ignorarle perché non credevo che sarebbe successo," dice Marina ad Afghan Witness (ONG che denuncia le violazioni dei diritti umani che avvengono in Afghanistan e dà voce alle storie di cittadini afghani).


Purtroppo, invece, quel giorno ha segnato la sua vita e quella di milioni di altri in Afghanistan. Dopo aver ricevuto notizia dell’ingresso dei talebani a Kabul, Marina è andata a riprendere suo figlio e ha lasciato il ministero, ma la città era congestionata dal traffico mentre le persone tentavano disperatamente di fuggire.


"Sono entrata in uno shock profondo e sono rimasta traumatizzata dagli eventi di quel giorno," ricorda. "Il mio stato mentale è diventato instabile per settimane."


Oggi Marina è alle prese con una nuova vita. Ha dovuto abbandonare il suo posto di lavoro nel dipartimento media e comunicazione per uno dei ministeri del governo e lasciare alle spalle anche la sua carriera accademica tramite cui scriveva articoli su diritti umani, risoluzione dei conflitti e politica. Da quel giorno, Marina è disoccupata, e come lei molte altre donne. Da quando sono tornati al potere, i talebani hanno continuato a eliminare le donne dai luoghi di lavoro, ‘invitandole’ a rimanere a casa a meno che il loro lavoro non potesse essere occupato da un uomo.


Mentre alle donne viene negato il diritto al lavoro, alle giovani ragazze viene negato il diritto all’educazione. Oggi si contano 270 giorni da quando le ragazze al di sopra della prima elementare non possono frequentare le scuole in Afghanistan. E secondo l’annuncio del ministero dell'Istruzione dei talebani dello scorso mese, l'apertura delle scuole è posticipata "fino a nuovo avviso quando sarà sviluppato un piano globale, in conformità con la Sharia e la cultura afgana."


I talebani sanno bene quanta libertà doni l’istruzione e la cultura. Temono proprio questo: che le persone si istruiscano, che le donne lavorino, che i giovani si informino e che possano mettere a rischio il loro potere. Pensano di assoggettare la società come negli anni ’90, ma il tempo ha fatto il proprio corso e il popolo afghano non abbasserà la testa. Non abbassiamola anche noi e continuiamo a condannare quello che sta accadendo. #donneafganelibere