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COSTANZA DELLA VITA DEMOCRATICA DEL PARTITO

Si gioca tutto lì. Il rispetto delle regole rende il partito più vivibile e in condizione di concentrarsi sugli obiettivi politici anziché sui negoziati permanenti. Insieme alle primarie, invece, oggi si è scatenata la discussione sull’uso del voto online, discussione che rischia di apparire strumentale perché avviene a regole del gioco già in parte condivise.

Alcuni spunti per provare a darci da qui in poi una architettura permanente e funzionante di partecipazione democratica, che è quello che dovrebbe interessarci di più.

1. Il congresso del PD è l’occasione per promuovere, favorire e ripensare la partecipazione di iscritti, iscritte, elettori e elettrici.

2. Certamente uno dei valori aggiunti che il nostro partito porta alla vita democratica italiana è che siamo presenti e organizzati su tutto il territorio nazionale e gran parte della vita politica del PD avviene di persona, nei circoli, nelle assemblee, con una presenza nelle città e nei comuni, capillare e assidua. Per questo è fondamentale che l’appuntamento per l’elezione del segretario avvenga primariamente in seggi reali, diffusi, tra gazebo, circoli, bar, ovunque sia possibile aprirne uno. Il numero di seggi dovrà essere ampio, superiore a quello delle primarie del 2019.

3. Lo strumento del voto online può essere uno strumento aggiuntivo, non come modalità principale a discapito della partecipazione fisica. Per questo vanno garantite regole di trasparenza rigorose (per esempio con lo SPID) che evitino il rischio di inquinamenti.

4. Ma la discussione non può fermarsi qui, all’eterno derby tra mitizzazione dei circoli e dei militanti e innovazione come rimedio universale al calo di partecipazione. Il PD ha troppe volte deluso il desiderio di contribuire e fare la propria parte di tanti e tante. Se vogliamo riconquistare fiducia e credibilità, favoriamo l’apertura e la partecipazione, non solo nel giorno delle primarie, ma a partire dal giorno delle primarie. Sono tanti gli strumenti di partecipazione previsti dal nostro statuto, e rimasti lettera morta: l’albo degli elettori, i referendum tra gli elettori, la conferenza programmatica annuale.

Sarebbe utile vedere i candidati e le candidate alle primarie concordare da subito su come attivare questi strumenti di partecipazione. Partendo dal fatto che nel giorno delle primarie per esempio si inizi a digitalizzare i dati di chi viene a votare ai gazebo. Non si deve più ripetere quel che è accaduto nel passato: da che esiste il PD alle primarie hanno partecipato aumento 4 milioni di cittadini. Non ci siamo neanche messi in condizione di poter comunicare successivamente con loro, di informarli e coinvolgerli in tante buone cause sociali e civili. Abbiamo sprecato l’apertura di credito nei nostri confronti. E’ come se ci voltassimo dall’altra parte quando la gente si rivolge a noi. Non si deve mai più ripetere.

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