Incontro con gli studenti di Milano

Pensavamo che riaprire le scuole e tornare a fare le lezioni in presenza fosse la soluzione. Quando hanno riaperto le scuole ci siamo accorti che ci sono tantissimi problemi nuovi.”



Questa è la frase con cui hanno cominciato il loro discorso i rappresentanti d’istituto del liceo Volta, Carducci e Manzoni che ho incontrato oggi. Nelle ultime settimane, a seguito delle occupazioni diffuse nei licei milanesi (13 da gennaio), ho voluto incontrare alcuni studenti per ascoltare le loro richieste e comprendere più da vicino le loro ragioni.


Grazie ai ragazzi e alle ragazze di oggi, ho capito che le questioni su cui ragionare sono più ampie di quello che si pensa: dalla mancanza di socialità e di utilizzo di spazi comuni, alla salute mentale degli studenti e del corpo docenti. Dalla riformulazione del PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), alle tante assenze in classe di studenti che non se la sentono di affrontare la scuola, fino al sistema didattico vero e proprio.


Come mi raccontavano gli studenti, l’impressione è che la modalità della didattica a distanza si sia riflessa anche nelle lezioni in presenza, trasformando così l’insegnamento in una mera lezione frontale senza un coinvolgimento attivo degli studenti. In molte classi, con il covid si è persa la didattica innovativa che si faceva prima.


A partire dall’ascolto di chi la scuola la vive ogni giorno, è il momento di capire quale scuola vogliamo ricostruire dopo il covid.