Uso eccessivo di forza della polizia nei confronti degli studenti

Dopo i casi di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi ed altri, nel 2022 ci troviamo a parlare nuovamente di uso sproporzionato della forza da parte della polizia nei confronti dei più giovani, questa volta di studenti.


Le cariche della polizia verso gli studenti scesi in piazza a Milano, Torino, Roma, Napoli per la morte di Lorenzo Parelli, morto a Udine lo scorso 21 gennaio durante una esperienza di lavoro prevista nel suo percorso scolastico a carattere duale, sono inaccettabili.


A Milano, il 28 gennaio, la manifestazione è cominciata da Piazza Missori ed è terminata davanti alla sede di Assolombarda, luogo in cui gli studenti pensavano di rendere omaggio a Lorenzo depositando una trave d'acciaio di cartapesta e "insanguinata," in segno di denuncia per i morti in cantiere e per la mancanza di sicurezza durante l’“alternanza scuola-lavoro.”

La manifestazione milanese, come diverse altre, è stata caricata dalla polizia; e abbiamo tutti visto le brutte immagini di giovani volti colpiti dalle manganellate.


Insieme ai colleghi Chiara Gribaudo ed Enrico Borghi, abbiamo presentato un’interrogazione al Ministero degli Interni per chiedere maggiore chiarezza e una valutazione su quanto accaduto, e quali iniziative si intendono adottare per verificare la legittimità dell’uso sproporzionato della forza contro gli studenti. Anche il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha sottolineato la gravità dei fatti, esigendo delle risposte.


Gli studenti e le studentesse hanno il diritto di manifestare pacificamente per quello in cui credono, e le istituzioni dovrebbero trovare con loro un canale di dialogo. L’uso eccessivo della forza da parte della polizia, oltre che a essere inaccettabile per principio, contribuisce anche ad allargare il già profondo divario che molti giovani sentono nei confronti delle istituzioni, allontanandoli ulteriormente. In democrazia non c’è posto o omertà per la repressione brutale di giovani studenti.