Misure concrete per la sicurezza sui treni. Da Maroni solo spot e flop

La sicurezza sui treni e nelle stazioni è un diritto di tutti i passeggeri, ma a nulla servono gli slogan del Presidente Maroni. Proclami e spot di chi, facendo leva sul senso di insicurezza dei cittadini, crede di potere riguadagnare consenso e rispolverare antichi cavalli di battaglia, come le ronde e la sicurezza fai da te, che si sono già dimostrati un flop colossale.

L’allerta sul rischio criminalità e sulle rilevanti difficoltà per gli utenti milanesi e lombardi sono un problema serio al quale il Governo, le autorità locali e le società ferroviarie devono rispondere con provvedimenti mirati e coordinati.

Per questo motivo, insieme ai deputati del PD milanesi Emanuele Fiano e Paolo Cova, ho depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, per suggerire al Viminale alcune misure concrete per garantire una maggiore sicurezza nelle stazioni ferroviarie e sulle tratte più soggette a rischio criminalità. Al termine dell’esposizione universale, si potrebbe utilizzare una parte delle 3500 unità delle forze dell’ordine attualmente impegnate per garantirne la sicurezza. Sarebbe utile, inoltre, destinare delle risorse straordinarie per rafforzare nella Questura di Milano le strutture predisposte alla repressione e al controllo delle bande criminali come la Mara Salvatrucha.

L’efferatezza del crimine commesso sul treno di Villapizzone, aggravata dalla giovane età dei responsabili e dall’apparato ideologico e di affiliazione, eleva l’accaduto da fatto di cronaca a problema sociale e culturale, oltre che di sicurezza. Considerando anche la recidività delle persone coinvolte, servono misure più incisive di quelle ordinarie.

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