Serve una iniziativa urgente e speciale per Genova e un piano nazionale per le infrastrutture.

Sei anni fa, l’immagine era quella del relitto della Costa Concordia, incagliata al largo dell’Isola del Giglio a causa della spacconeria e dell’irresponsabilità del suo comandante. Una tragedia per i morti, un disastro ecologico e purtroppo anche la fotografia di quello che era l’Italia allora: incagliata nella crisi economica. La politica, i governi, allora, si assunsero la responsabilità di prendere decisioni per tornare a far navigare l’Italia. Oggi i monconi del Ponte Morandi sono un’immagine altrettanto significativa dell’Italia: una Italia divisa in due, logora nel tessuto di infrastrutture costruite sessanta anni fa e non più adatte alle esigenze attuali. La politica, il governo, l’opposizione, dopo essere stati presenti ai funerali delle vittime e aver espresso vicinanza ai loro cari, si trovano davanti a una duplice prova: da un lato Genova, che rischia di pagare un prezzo pesantissimo dal crollo. E poi c’è da verificare lo stato di tutte le infrastrutture italiane, riparare quello che può essere riparato, e ricostruire quello che deve essere rifatto. Oggi il Giorno ha un dossier dettagliato dei problemi. È una prova per il governo, è una responsabilità anche per l’opposizione. Serve una iniziativa urgente e speciale per Genova e un piano nazionale per le infrastrutture. L’esecutivo Conte si metta subito al lavoro perché questo è il suo compito, non quello di polemizzare con l’opposizione e dividere l’Italia. Noi su questo siamo determinati a impegnarci. Deve essere la priorità urgente, nazionale, per la sicurezza di tutti coloro che ogni giorno usano le nostre infrastrutture. Non si può lasciare tutto nelle mani dell’incuria e della fatalità.