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UNA LEGGE PER LA COMMISSIONE PER LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI IN ITALIA

“Spero che non mi sentirete mai dire “sono preoccupato” o “sono molto preoccupato” o peggio “sono profondamente preoccupato” per una violazione dei diritti in corso senza poi un elenco delle azioni che voglio intraprendere per punire quelle violazioni”. Condivido molto queste parole del ministro degli Esteri James Cleverly. Nella giornata internazionale per la difesa dei diritti umani c’è il rischio di parlare, mentre bisognerebbe costantemente promuovere azioni per il rispetto dei diritti umani.


Partiamo da noi, dall’Italia. L’Italia è uno dei 3 paesi dell’Unione europea che non ha ancora una Commissione nazionale per la promozione dei diritti umani. Il che significa che il nostro paese non ha una istituzione indipendente dal governo che vigili sul rispetto dei diritti umani in Italia e sull’efficacia delle azioni di contrasto alle discriminazioni del governo e delle istituzioni italiane.


A cosa servirebbe esattamente? Troppo spesso si pensa che i diritti umani vengano violati in paesi lontani, e che in Italia non ci siano questi problemi. Invece non è così, e i casi Cucchi, Aldrovandi, Uva, la scuola Diaz di Genova sono lì a ricordarlo. Ma ci sono casi che non finiscono in tribunale, perché sono legittimi (per quanto sbagliati), come per esempio la decisione di vendere due navi militari al regime di Al Sisi per pura logica commerciale. Oppure ci sono casi in cui i cittadini hanno necessità di ricorrere a un organismo che verifichi se i loro diritti sono stati violati e in caso solleciti le istituzioni a porvi rimedio. Pensiamo ad esempio a chi è vittima di discriminazioni etniche o religiose.


Per questo, ho presentato una proposta di legge per l’istituzione della Commissione nazionale per i diritti umani. Per essere credibili, dobbiamo essere inattaccabili, partendo dal nostro Paese.





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